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CURA DELLA PELLE: COME NUTRIRLA E IDRATARLA IN BASE AL TIPO

Senza grassi, la pelle sarebbe completamente rigida.

Nutrire e idratare la pelle significa restituirle questi grassi prima che si rompa. Ecco come riconoscere una pelle assetata, i gesti giusti del metodo Sofolk e la cura adatta a ogni tipo di pelle.

NUTRIRE LA PELLE

Perché nutrire e idratare la pelle?

Una pelle nuova contiene una riserva di grassi depositata durante la concia. È questa riserva a darle morbidezza, tatto e resistenza all’allungamento. A ogni piega, a ogni seduta, a ogni esposizione al calore, il materiale attinge a questa riserva; senza mai ricostituirla, una pelle lasciata a sé stessa finisce per seccarsi.

Una cura regolare previene l’usura precoce del materiale. Restituire i grassi in tempo richiede molto meno impegno di una riparazione, e ne evita di costose a lungo termine.

La cura agisce dove l’occhio non vede nulla, fin nello spessore delle fibre.

Come capire se una pelle ha sete?

I segni di una pelle a cui mancano i grassi

Questi segni si riconoscono con la mano come con l’occhio. La pelle diventa rigida e meno confortevole, e non si piega più con la stessa morbidezza. Si opacizza e perde la sua lucentezza. Può anche screpolarsi nelle zone più sollecitate.

Reidratare una pelle molto secca

Prima di tutto, verificate che la pelle sia integra: se si è aperta, la riparazione viene prima della cura, e la nostra guida spiega come riparare una pelle già spaccata.

Su una pelle semplicemente molto secca, il gesto resta quello del passaggio 3 descritto più avanti; si allunga solo il tempo di posa. Applicate l’olio la sera e lasciatelo agire per tutta la notte. Ammorbidisce anche una pelle screpolata in superficie.

Pulire prima di nutrire

La nutrizione arriva sempre per seconda. Steso sulla polvere, su un vecchio prodotto o su una pellicola grassa, il trattamento resta in superficie invece di raggiungere le fibre. Per la manutenzione abituale bastano una spolverata con una spazzola morbida e una passata con un panno appena umido.

Per lo sporco incrostato, è meglio sapere come pulire la pelle prima di nutrirla: uno strato indurito blocca a lungo la penetrazione del trattamento.

Evitate invece la candeggina, i solventi e i comuni detergenti per la casa: possono scolorire la pelle e renderla rigida, persino fragile.

Il metodo Sofolk per nutrire e idratare

Il metodo Sofolk si ispira direttamente alla lavorazione della pelle in conceria. Il principio è semplice: restituire alla pelle, una volta posata su un mobile o un sedile, le stesse sostanze che il conciatore vi aveva depositato. I nostri trattamenti si basano quindi su tre famiglie complementari: l’olio che nutre, la cera e la vernice che proteggono.

Questa logica spiega l’ordine dei gesti. Si pulisce, si nutre in profondità, poi si protegge la superficie: ogni passaggio prepara il successivo. Salvo alcune eccezioni, questi prodotti sono adatti alle pelli di vacchetta, montone, capra, agnello o maiale, e alle loro finiture abituali, dall’anilina più naturale alla pelle pigmentata più coprente.

È anche un approccio preventivo. La cura della pelle non cerca di nascondere i difetti, ma di ritardarne la comparsa, curando il materiale dall’interno anziché truccarlo. Curare una pelle significa innanzitutto prevenire.

Come nutrire e idratare la pelle, passo dopo passo

Sulle pelli che si possono nutrire, i gesti seguono sempre la stessa sequenza. Ecco la procedura da seguire, dal materiale alla frequenza dei trattamenti.

Passaggio 1: procurarsi il materiale giusto

Procuratevi alcuni panni morbidi e puliti, una spugna non abrasiva, una spazzola a setole morbide, un detergente studiato per la pelle e un olio nutriente specifico.

Sistematevi in un luogo pulito e ben aerato, lontano da qualsiasi fonte di calore.

Passaggio 2: spolverare e pulire

Passate prima un panno asciutto per togliere la polvere in superficie. Impregnate poi un panno o la spugna di detergente e lavorate con piccoli movimenti circolari senza strofinare a secco, insistendo sulle zone macchiate.

Strofinare troppo forte, soprattutto con una spazzola o una spugna abrasiva, può danneggiare la vernice protettiva, o persino il fiore della pelle.

Asciugate l’eccesso con un panno pulito, poi prendetevi il tempo di lasciar asciugare la pelle all’aria, lontano da qualsiasi termosifone.

Passaggio 3: nutrire e idratare in profondità

Versate un po’ di olio nutriente su un guanto da bagno e massaggiate delicatamente la pelle, senza inzupparla, per aiutare i grassi a raggiungere l’interno delle fibre. È penetrando in profondità che l’olio idrata il materiale.

Nutrire e impermeabilizzare la pelle

Passaggio 4: lasciar penetrare, poi asciugare

A seconda del grado di saturazione delle fibre, il prodotto impiega da 5 minuti a diversi giorni per penetrare.

Un colore può scurirsi durante l’assorbimento, come una pelle bagnata: torna normale una volta che il prodotto è stato completamente assorbito.

Infine, togliete l’eventuale eccesso con un panno asciutto prima di qualsiasi utilizzo.

Passaggio 5: distanziare i trattamenti

Una pelle sana non ha bisogno di essere ingozzata. Nutritela almeno una volta all’anno, e da 3 a 4 volte all’anno nei punti più sollecitati, come una seduta, un bracciolo o il sedile del conducente.

Nutrire e idratare in base al tipo di pelle

Non tutte le pelli si nutrono, e confondere le famiglie può danneggiare il materiale. Prima di aprire un flacone, individuate in questa tabella quella che avete davanti.

I dieci principali tipi di pelle e la loro nutrizione
PelleSi nutre?Gesto consigliatoDa sapere
Liscia o stampataSìUn olio nutriente, applicato regolarmente, ne mantiene la morbidezza.È la pelle più diffusa: divani, sedili auto, mobili, abbigliamento e accessori.
AnilinaSìUn olio specifico ne preserva la morbidezza; per la pulizia, un sapone alla glicerina e poca acqua.Tinta con coloranti solubili, mantiene un aspetto naturale e lascia vedere i segni della pelle.
PigmentataSìL’olio nutriente le è adatto, poi un protettivo limita lo scolorimento.Ricoperta da uno strato di pigmento, offre una superficie più uniforme e più resistente.
GrassaSìL’olio ne mantiene l’aspetto oleato.Ottenuta con un trattamento a base di olio o cera, non accetta alcuna protezione: il grasso impedisce al prodotto di aderire.
ScamosciataNoUna spazzolatura adatta, poi uno spray che la protegga dall’acqua e dalle macchie.La sua superficie morbida e vellutata, dall’aspetto opaco, trattiene il segno di qualsiasi sostanza grassa.
VellutoNoUna spazzolatura regolare contro la polvere, poi un’impermeabilizzazione.Superficie morbida e testurizzata: un prodotto grasso vi lascia macchie difficili da eliminare.
NabukNoUna gomma speciale per nabuk, poi un impermeabilizzante adatto.La sua superficie leggermente levigata le conferisce una consistenza vellutata.
CamoscioNoUna spazzolatura delicata, con un attrezzo per camoscio, poi una protezione contro l’acqua e le macchie.È il lato carne della pelle, detto pelle rovesciata: una superficie vellutata e delicata.
VerniciataNoUna passata regolare con un panno morbido appena insaponato ne mantiene la brillantezza.La sua vernice impermeabilizza completamente la pelle: per questo non si nutre.
EsoticaSìTrattamenti nutrienti specifici, poi uno spray protettivo per mantenerne l’aspetto naturale.Ricavata da pelli come quella di serpente o di coccodrillo, presenta consistenze e motivi unici.

Quale olio, quale prodotto scegliere?

La cura giusta dipende dalla pelle, dal suo stato e dal risultato desiderato. La nostra guida dedicata spiega quale olio scegliere per nutrire la pelle, con maggiori dettagli rispetto ai pochi riferimenti forniti qui sulle pelli più comuni.

Proteggere la pelle dopo averla nutrita

Una volta che la pelle è sazia e asciutta, un ultimo strato sigilla il lavoro. La finitura originale, opaca, satinata o lucida, si consuma con gli sfregamenti e va rinnovata almeno una volta all’anno. Scoprite come proteggere la pelle dopo averla nutrita: una vernice o una cera fissano il colore senza impedire alla pelle di respirare.

Quale pelle nutrire in base al suo utilizzo?

Non tutte le pelli subiscono le stesse sollecitazioni: il sole nell’abitacolo, l’umidità di un ponte, il peso su una seduta. Il gesto resta lo stesso, e vale anche per un capo in pelle o per la pelletteria, una borsa in pelle per esempio; cambia solo il dettaglio da un utilizzo all’altro. Ecco dove trovare la procedura, caso per caso.

In un soggiorno, la seduta sopporta il peso dei corpi e il calore dei termosifoni vicini; scoprite come nutrire un divano in pelle per mantenerlo morbido a lungo.

Chiusa e surriscaldata dietro un parabrezza, la pelle dell’auto si secca più in fretta che altrove; i nostri consigli per nutrire la pelle di un’auto tengono conto di questa esposizione particolare.

Su un mobile patinato, imparate a nutrire la pelle di una poltrona club senza cancellare la patina che ne fa tutto il fascino.

Un paio di scarpe cammina, si piega e prende spesso la pioggia; seguite il metodo per nutrire le scarpe in pelle e mantenerle morbide stagione dopo stagione.

Esposta al sale, al sole e agli spruzzi del mare, una tappezzeria nautica richiede una cura regolare; scoprite come nutrire la pelle della tappezzeria di una barca per aiutarla a resistere a questo clima impegnativo.

Dal chiodo alla giacca da città, scoprite come nutrire un giubbotto in pelle che il freddo e gli acquazzoni seccano fino a renderlo ruvido e rigido da indossare.

Gli errori da evitare quando si nutre la pelle

Nutrire bene una pelle dipende tanto dai gesti che si evitano. Ecco gli errori più frequenti.

  • Usare un prodotto non specifico. Un latte nutriente, una crema, un olio alimentare o un grasso comune restano in superficie, diventano appiccicosi e sporcano la pelle nel medio termine. Solo un trattamento formulato per la pelle penetra davvero.
  • Saturare il materiale. Un eccesso di olio non penetra di più: resta appiccicoso. La regolarità conta più della quantità.
  • Abusare dell’acqua. In grande quantità, l’acqua penetra nelle fibre e può provocare macchie o deformare il materiale. Una pelle inzuppata per errore si tampona con un panno che non lascia pelucchi o con della carta assorbente, poi si lascia asciugare da sola.
  • Esporre la pelle al calore. Un termosifone, un camino o il sole diretto accelerano l’essiccamento della pelle e annullano il trattamento.
  • Usare il lucido da scarpe su tutte le pelli. Formulato per alcune pelli da calzatura, può contenere coloranti o prodotti non adatti a mobili, abbigliamento e sedili auto.
  • Conservare la pelle nella plastica. La pelle ha bisogno di respirare: chiusa in un sacchetto di plastica, può trattenere l’umidità, poi ammuffire e deteriorarsi.
  • Saltare il test preliminare. Prima di qualsiasi applicazione, provate il prodotto su una zona nascosta per verificarne la compatibilità con la vostra pelle.

Chi vi consiglia?

Questa guida è firmata da Sofolk, produttore francese di prodotti per la manutenzione e la cura della pelle con sede vicino a Bordeaux dal 1989. Abbiamo messo a punto nel 1990 il metodo qui presentato.

Un dubbio su come trattare la vostra pelle prima di applicare un prodotto? Il nostro supporto tecnico vi risponde dal lunedì al venerdì.

Domande frequenti

Come idratare la pelle in modo naturale?

In modo naturale non significa con l’acqua né con un rimedio casalingo. Da Sofolk, questa cura passa per l’Olio Nutriente «Pied de bœuf», composto al 100% da oli di origine vegetale.

Un rimedio della nonna può nutrire una pelle?

Meglio diffidare. Gli oli da cucina, i grassi e i trucchi casalinghi non sono formulati per la pelle: ne otturano i pori, a scapito dell’aspetto e della consistenza della pelle. Non giudicate dal primo effetto: anche i latti e le creme per pelle offrono spesso un aspetto impeccabile e subito soddisfacente, senza però nutrire il materiale.

Che differenza c’è tra nutrire e idratare la pelle?

In pratica, nessuna: le due parole indicano lo stesso gesto. Il prodotto nutriente ripristina l’idratazione e la morbidezza della pelle; un unico olio specifico nutre e idrata quindi allo stesso tempo, e tiene lontane le screpolature.

Quando applicare l’olio nutriente?

Prima della protezione: applicato prima della vernice, l’olio penetra meglio. Dopo una ricolorazione o una riparazione della pelle, attendete circa 30 giorni prima di nutrirla.

L’olio può macchiare i vestiti?

No, una volta assorbito. L’olio raggiunge la profondità della pelle e non ne esce più: un capo appoggiato sopra quindi non si macchia.

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